Salute

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Esperti, in materia di protezione della salute, collaborano con l’Associazione per offrire informazioni utili e aggiornati in tema di salute : “ogni persona ha il diritto di accedere alla prevenzione sanitaria e di ottenere cure mediche alle condizioni stabilite dalle legislazioni e prassi nazionali”. L’associazione si impegnerà a fornire notizie, informazioni e quant’altro potrà risultare utile per il diritto alla salute.

A proposito della IX giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo

2 Aprile 2016
di Federica Agovino

In occasione della IX giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo, molti monumenti nel mondo son tornati a colorarsi di blu’ a sottolineare l’incidenza di una patologia che secondo  l’OMS è aumentata, nel corso degli ultimi 40 anni, di 10 volte andando a colpire, a livello mondiale, 1 bambino su 160 ( Repubblica salute  1.4. 2016).

Il professor Enrico Gnaulati, psicologo in Pasadena ( USA ) riferisce come i  Centers for Disease Control and Prevention   abbiano rilevato  una percentuale dell’ 1/68 di bambini ( 2014) a cui è stato diagnosticato un disturbo dello spettro dell’autismo.
Nello specifico della situazione italiana l’Istituto Superiore di Sanità ha rilevato, attualmente un’incidenza di 4 bambini su mille, e nei maschi 3 o 4 volte maggiore rispetto alle femmine.
Ed i casi sembrano destinati ad aumentare.

Si tratta di  un fenomeno da prendere in seria considerazione, certamente da parte delle istituzioni prima, dagli specialisti , poi, ma anche da tutti noi se consideriamo l’alta  probabilità di misurarci con il fenomeno , in modo piu’ o meno vicino, nei prossimi decenni.
Ed allora proviamo a definirne i contorni , in maniera semplice, naturalmente, senza voler dare spiegazioni ne , tantomeno, proporre terapie.
Quali sono gli elementi che lo caratterizzano? Quando possiamo iniziare a pensare di trovarci in presenza di un disturbo dello spettro dell’autismo?
Innanzitutto bisogna considerare come  l’ampia variabilità del disturbo lo renda di difficile interpretazione

 

 

Ciò nonostante sono state individuate alcune sintomatologie tipiche e conseguenze probabili del vissuto del mondo da parte di  una persona affetta da autismo , un mondo  tutt’altro che tranquillo, caratterizzato da una quantità eccessiva di informazioni che non si riescono a filtrare, da rumori assordanti, da colori forti che la persona con la sindrome cerca di contrastare assumendo comportamenti tipici piu’ che mai caratterizzati dalla chiusura in se stessi , e quindi dalla difficoltà di relazionarsi in generale, di cogliere gli stati d’animo degli altri , in generale :

  • Deficit della comunicazione sociale e dell’interazione sociale: in particolar modo deficit della reciprocità socio- emotiva ( approccio sociale anomalo), deficit dei comportamenti comunicativi non verbali ( anomalie del contatto visivo e del linguaggio), deficit dello sviluppo, della comprensione e nella gestione delle relazioni ( difficoltà ad adattarsi a diversi contesti)
  • Pattern di comportamento: Movimenti, uso degli oggetti o eloquio stereotipati o ripetitivi, insistenza nella sameness (immodificabilità), aderenza alla routine priva di flessibilità o rituali di comportamento verbale o non verbale, interessi molto limitati, fissi, anomali per intensità o profondità, iper o ipo reattività, in risposta a stimoli sensoriali o interessi insoliti verso aspetti sensoriali dell’ambiente.
  • I sintomi devono essere presenti nel periodo dello sviluppo.
  • I sintomi causano compromissione clinicamente significativa del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti.

Andando, ora, nel particolare delle caratteristiche dell’autismo nei primi 2 anni di vita, queste sarranno relative a:

  • Funzionamento sociale :
  • Contatto oculare limitato
  • Difficoltà all’attenzione congiunta
  • Scarsa imitazione (neuroni specchio)
  • Attività di gioco poco finalizzata , poco varia, poco simbolica
  • Attaccamento insolito ad oggetti
  • Sviluppo comunicazione :
  • Vocalizzazione  anomala
  • Qualità della voce insolita
  • Abuso di gesti non convenzionali ( es. manipolare la mano del partner per ottenere oggetti)
  • Difficoltà nell’espressione e nella produzione di risposte affettive ( non solo poca attività mimica ma anche poca capacità di interpretazione della mimica degli altri)

Queste alterazioni non sono meglio spiegate da disabilità intellettiva o da ritardo globale dello sviluppo. La disabilità intellettiva e il disturbo dello spettro dell’autismo spesso sono presenti in concomitanza; per porre diagnosi di comorbidità di disturbo dello spettro dell’autismo e disabilità intellettiva, il livello di comunicazione sociale deve essere inferiore a quanto atteso dal livello di sviluppo generale.
Ancora il prof. Gnaulati ci ricorda come sia importante l’individuazione dei casi di DSA il prima possibile in quanto, se è vero che le forme di autismo più gravi sono incurabili e accompagnano chi ne è affetto per tutta la vita, nei casi più lievi la diagnosi precoce e le successive terapie possono permettere  il miglioramento o addirittura il recupero delle  capacità alterate.
Impegniamoci a porre piu’ attenzione.
Federica Agovino - Psicologa


Rates of autism spectrum disorder (ASD) are not creeping up so much as leaping up. New numbers just released by the Centers for Disease Control and Prevention reveal that one in 68 children now has a diagnosis of ASD—a 30 percent increase in just two years. In 2002, about one in 150 children was considered autistic and in 1991 the figure was one in 500.
The staggering increase in cases of ASD should raise more suspicion in the medical community about its misdiagnosis and overdiagnosis than it does. Promoting early screening for autism is imperative. But, is it possible that the younger in age a child is when professionals screen for ASD—especially its milder cases—the greater the risk that a slow-to-mature child will be misperceived as autistic, thus driving the numbers up?
The science stacks up in favor of catching and treating ASD earlier because it leads to better outcomes. Dr. Laura Schreibman, who directs the Autism Intervention Research Program at the University of California, San Diego embodies the perspective of most experts when she says, “Psychologists need to advise parents that the ‘wait-and-see’ approach is not appropriate when ASD is expected. Delaying a diagnosis can mean giving up significant gains of intervention that have been demonstrated before age six.”
http://www.theatlantic.com/health/archive/2014/04/1-in-68-children-now-has-a-diagnosis-of-autism-spectrum-disorder-why/360482/