Salute

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Medici: assicurazione professionale obbligatoria, per chi e perché

" di Marco Fini"

Il 14 agosto 2014 è entrato in vigore il Decreto Legge “Balduzzi” che impone l’obbligo della stipulazione di un’assicurazione “responsabilità civile professionale” a tutti i medici e agli operatori del settore sanitario tra cui, veterinari, ostetriche e infermieri della salute privata.
Il mondo dei “camici bianchi” interessato da questo obbligo è di circa 200.000 unità, dove non sono considerati i medici dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale che con apposita correzione del decreto legge a pochi giorni dalla sua entrata in vigore sono stati esentati, ma, a quest’ultimi, dedicherò un passaggio dove chiarire, non tanto la portata della norma, di per sé chiara, bensì sulla loro esposizione al rischio in virtù della operatività parziale delle polizze di responsabilità civile stipulate dagli Enti Ospedalieri Pubblici.
In sintesi, l'obbligatorietà riguarda tutti medici che hanno una partita IVA e rientrano tra questi anche i dipendenti del servizio pubblico che svolgano attività extramoenia.

Ai medici che operano come dipendenti del SSN, è opportuno sottolineare che le coperture assicurative stipulate dagli Enti ospedalieri, prevedono la protezione della sola colpa lieve e pertanto, nel caso di danni subiti dai pazienti in cui sia rilevata una colpa grave del medico, l'ente o la compagnia di assicurazione eventualmente stipulata dall'ente può agire in rivalsa nei confronti del medico, per questa ragione è consigliata apposita polizza assicurativa stipulata in proprio dal medico, che lo sollevi dai risarcimenti eventualmente dovuti e che si assuma anche le spese di resistenza nel quarto del massimale come previsto dalle norme in materia.
Per tutte le categorie quindi è indispensabile anche una polizza di tutela legale che assicuri le spese pertinenti per i procedimenti penali conseguenti a lesioni e/o alla morte dei pazienti, si sottolinea che il procedimento penale essendo ad personam va sostenuto in proprio e che le spese sia in caso di assoluzione che di condanna, vanno sostenute in proprio.
E’ evidente che avere una polizza assicurativa che copra tali rimborsi e che preveda la libera scelta del legale è quanto mai necessaria.

Decreto Balduzzi

" di Marco Fini"

Il rispetto delle leges artis mediche impone al medico di predisporre quanto necessario per eliminare o, quantomeno, ridurre al minimo i rischi prevedibili ed evitabili sottesi al peculiare intervento terapeutico seguito, studiare il caso clinico in maniera completa, seguire costantemente e monitorare il paziente durante tutto l’iter terapeutico attuato.
Il D.L. 158/2012 (Decreto Balduzzi) ha fatto tornare in auge la distinzione tra colpa comune e colpa professionale. Questa si è proposta, da sempre e con frequenza, all’attenzione di dottrina e giurisprudenza penalistica, con riferimento all’attività medica, attività rischiosa ma socialmente utile, lo svolgimento della quale impone al medico il rispetto di regole cautelari comuni ma soprattutto specifiche, contenute nel codice deontologico medico, nonché desumibili, in assenza di una normativa organica di settore, dalle linee guida e dalle pratiche scientifiche e mediche accreditate.
La distinzione tra colpa grave e colpa lieve in ambito penale è stata mutuata dall’ordinamento civile, sebbene con funzioni e finalità differenti tra i due ordinamenti e con applicazione limitata e circoscritta a settori peculiari della responsabilità penale. Infatti, prima del recente intervento normativo, rappresentato dall’art. 3 del D.L. 158/12, relativo alla responsabilità penale del medico, il diritto penale difettava di qualsivoglia addentellato normativo che riconoscesse rilievo alla ridetta distinzione.
La valutazione della responsabilità penale del medico impone di considerare i valori sottesi allo svolgimento della stessa, realizzando un imprescindibile temperamento degli interessi coinvolti: da una parte assicurare che il medico assolva correttamente alla funzione di tutela della salute del paziente, in quanto titolare di una posizione giuridica di garanzia nei suoi confronti e, quindi, tenuto ad un obbligo di protezione; dall’altra parte, tutelare la dignità della professione medica, evitando di muovere al professionista giudizi di riprovazione eccessivi, severi e sproporzionati che, nei casi estremi, indurrebbero il medico ad astenersi dall’intervenire, nel timore delle conseguenze penali ipotizzate.
In tale contesto si innesta l’art. 3 del d. l. 158/2012, convertito in l. 189/2012, il quale esclude per il medico la rilevanza penale della colpa lieve, per quelle condotte che abbiano osservato le linee guida o le partiche terapeutiche virtuose, purché accreditate dalla comunità scientifica. Le più recenti pronunce della Cassazione intervenute sulla norma in commento hanno, peraltro, chiarito che la esclusione della responsabilità del medico nei casi di colpa lieve opera per le sole condotte conformi alle linee guida contenenti regole di perizia, non estendendosi, quindi, agli errori diagnostici determinati da imprudenza ovvero da negligenza, i quali restano esclusi dall’ambito applicativo dell’art. 3 citato. Tale interpretazione, peraltro, si conforma alle indicazioni, già espresse in materia, dalla Corte Costituzionale, sebbene in riferimento ad un contesto normativo differente.
Il legislatore, pertanto, da una parte riconosce per la prima volta, in ambito penale, la distinzione tra colpa lieve e colpa grave e, dall’altra, valorizza il rispetto delle linee guida e delle buone pratiche, purché corroborate dal sapere scientifico, rompendo così con l’orientamento giurisprudenziale più recente antecedente alla novella normativa.

(Si ringrazia la collaborazione dello Studio Legale Parenti, a disposizione per ulteriori approfondimenti sull’argomento)

Informazioni e non pubblicità sulle Polizze Assicurative :

Non solo in Europa, ogni cittadino possiede una copertura assicurativa, perché possessore di un veicolo, in alcuni Paesi è obbligatorio anche per l'abitazione in cui si è residente, ma in tanti hanno stipulato polizze volontarie o forme di previdenza integrativa.
La necessità di ricorrere ad assicurazioni facoltative viene colto da quello che accade tutti i giorni nell'ambito famigliare e nello svolgimento dell'attività lavorativa, senza escludere le RC Professionali imposte dalla Legge, un continuo susseguirsi di situazioni pericolose e imprevisti impongono, quasi per obbligo morale, la necessità di ricorrere ad una polizza assicurativa.
Lo scopo delle assicurazioni è quello di limitare le conseguenze economiche derivanti dai danni subiti od arrecati ad altri, ma permettersi questo lusso significa affrontare ulteriori spese.

L’Associazione Sviluppo Europeo, ha cercato di scoprire quali sono i criteri fondamentali da considerare per “assicurarsi” contro tutto ciò che può capitare a se stessi, alla propria famiglia o ai propri beni, perché è possibile trovare soluzioni mirate alle aree di rischio che, in base al proprio stile di vita e di attività, potrebbero evitare pesanti conseguenze economiche tutelando, con attenzione, le possibili conseguenze ritagliando, in base alle proprie esigenze, la forma assicurativa più appropriata.
Redigere una recensione sull’argomento è assai difficile, perché significherebbe affrontare un ventaglio di circostanze che, oltre ad impegnare grande spazio, spetterebbe ai più competenti trattare.
La difficoltà maggiore di affrontare simili argomenti, consiste proprio nel fatto che il recensore, necessariamente è un addetto ai lavori e la natura di una no profit è quello di non creare circostanze lucrative o che comunque condizionino, sia pur involontariamente, la scelta verso un “venditore” piuttosto che un altro.

Si rimanda il visitatore di questo sito, alle avvertenze indicate dall’Unione Europea (europa.eu) dove viene evidenziato che :
< le società di assicurazione possono vendere i loro prodotti in tutta l’Unione Europea, sia stabilendosi in altri paesi che fornendo i loro servizi transfrontalieri direttamente o tramite intermediari.
Pertanto, puoi approfittare del mercato europeo per trovare le offerte migliori sui prodotti assicurativi (assicurazione sulla vita, assicurazione sull'abitazione, assicurazione automobilistica ecc.).
Questa possibilità vale però solo per le assicurazioni private e i fondi pensionistici dei lavoratori e non per la tua previdenza sociale e i tuoi diritti pensionistici di lavoratore.
Quando acquisti una polizza in un altro paese dell'UE, le autorità nazionali di regolamentazione e quelle del tuo paese si scambiano informazioni su:

  • il livello di rischio
  • la solvibilità dell'assicuratore
  • i tipi di rischio che l'assicuratore può coprire nel paese in cui ha sede.

La vendita della maggior parte dei prodotti assicurativi avviene tramite intermediari (broker, agenti), i quali devono fornire alcune informazioni fondamentali prima della stipula di un contratto, tra cui: i loro rapporti con le società di assicurazione la loro funzione di agenti o broker.
Inoltre, devono indicare chiaramente per iscritto:
le tue richieste ed esigenze riguardo alla polizza i motivi dei consigli offerti sul prodotto assicurativo.
Sulla base di queste informazioni, puoi decidere se il contratto fa per te o no >

A tale proposito si ricorda che l’Associazione Sviluppo Europeo, non percepisce alcun riconoscimento da parte dei Professionisti e Società con cui ha redatto accordi per offrire le condizioni particolari che prevedono un trattamento in convenzione a favore degli utenti dell’Associazione.
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