Made in Italy

TRADIZIONI CAMPANE

Riconoscimento ad uno dei prodotti gastronomici più apprezzati al mondo e perfettamente rappresentativo di un’Italia orgogliosamente meridionale LA MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA.

L’Associazione Sviluppo Europeo è attenta a non accentrare specifiche attenzioni verso uniche direzioni, nella pagina verrà citato un caseificio in particolare, ci ha colpito il fatto di essere riuscito a portare negli Emirati Arabi il prodotto Campano con grande orgoglio partenopeo, ma come quella da noi visitata, ci sono ancora tante altre aziende di egual valore e indiscussa qualità. L’intenzione di questo sito web è fornire sana informazione non pubblicità, ci piace allora segnalare un’inchiesta pubblicata dal portale web iconfronti su ventotto caseifici finiti nella lista nera della magistratura, e nello spirito invece di incoraggiare il consumo e la distribuzione “ovunque” dell’oro bianco, così anche denominata, riportiamo l’intervento di Antonio Lucisano, Direttore del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana, in occasione di Identità Golose 2013 - Milano.

La mozzarella di bufala campana è un prodotto caseario dell'Italia Meridionale, concepito tradizionalmente in Campania, soprattutto nelle province di Caserta e Salerno, sebbene la produzione di questo formaggio tipico si svolge anche in altre parti della Campania.

Il termine mozzarella deriva dal nome dell'operazione di mozzatura compiuta per separare dall'impasto i singoli pezzi.

Un decreto del Ministero dell'Agricoltura italiano (21 luglio 1998) regola l'utilizzo della locuzione "mozzarella di bufala" ,e così decreta:

  • Art.1. Nell'etichettatura di formaggi freschi a pasta filata, derivati da solo latte di bufala, che utilizzino per la loro designazione il termine "mozzarella" ed analoghi, ma non recanti la denominazione di origine protetta "Mozzarella di bufala campana", non e consentito l'utilizzo della denominazione "mozzarella di bufala" ma e' consentito indicare esclusivamente - anche nello stesso campo visivo - la denominazione di vendita "mozzarella" unitamente alla specificazione "di latte di bufala" a condizione che i singoli termini "mozzarella" e di "latte di bufala" vengano riportati in caratteri di uguale dimensione e che tra il termine "mozzarella" e la successiva specificazione "di latte di bufala" compaia l'indicazione di un nome di fantasia o del nome, o ragione sociale, o marchio depositato del fabbricante.

  • Art.2. Al fine di evitare ogni forma di evocazione della denominazione di origine protetta con conseguente confusione nel consumatore, sulle confezioni dei prodotti di cui all'art. 1 non puo' figurare la riproduzione o imitazione del contrassegno specifico recante la testa di bufala di cui all'allegato A del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 maggio 1993 e al decreto ministeriale 7 aprile 1998, in quanto parte integrante della denominazione di origine protetta "Mozzarella di bufala campana".

Per le medesime motivazioni, le indicazioni dei nomi di fantasia o del nome o ragione sociale o marchio depositato di cui all'art. 1, non devono fare alcun richiamo all'accezione geografica della denominazione protetta e/o riferimenti scritti alla specie dell'animale bufala.

È configurabile il reato di -frode nell'esercizio del commercio- qualora venga consegnata all'acquirente mozzarella qualificata come "bufala campana d.o.p.", la quale sia stata prodotta, anche se solo in parte, con latte bufalino surgelato anziché fresco, dovendosi ritenere obbligatorio, per il detto tipo di alimento, l'impiego esclusivo di latte fresco:

"il latte deve essere consegnato al caseificio entro la sedicesima ora dalla mungitura".

Questo latticino è prodotto solo con latte fresco e intero di bufala di razza mediterranea italiana. Gli animali devono essere iscritti all'anagrafe e sono allevati secondo gli usi locali in stato semilibero, al pascolo aperto. Il latte con un contenuto di grassi minimo, stabilito dal disciplinare, deve essere consegnato al caseificio per la successiva trasformazione entro 16 ore dalla mungitura. Il latticinio è immesso al consumo in varie forme: tonda, bocconcini, trecce, perline, ciliegine, nodini, ovoline, con pesi da 20 a 800 gr. Il colore della crosta, liscia e spessa un millimetro, è bianco porcellana, la pasta a sfoglie sottili è elastica, entro le prime 10 ore dal confezionamento,

Il bufalo della mozzarella, è un bovino originario dell'Asia, di corporatura massiccia, di colore scuro e con pelo corto, abituato a vivere in zone paludose, le ipotesi sulla nascita della mozzarella sono diverse, ma si collocano tutte nel Medioevo.

Andiamo nel Casertano, nel cuore della produzione della mozzarella di Bufala, a Falciano del Massico scopriamo un Caseificio tra le più rinomate, “La Reale” gestito dai fratelli Biagio e Antonio Di Benedetto. Attingiamo notizie in internet e conosciamo la famiglia

Di Benedetto, che opera nel settore lattiero caseario da ben tre generazioni, da padre in figlio. La conduzione del Caseificio La Reale è tuttora a carattere familiare, i metodi di lavorazione restano quelli di una volta e così ne deriva un prodotto gustoso sano e controllato.

Assaporando una mozzarella come quelle prodotte dal Caseificio La Reale, è possibile riconoscere l’autentico gusto della bufala, impossibile non assaggiare un latticino visitando il piccolo allevamento dei fratelli Biagio e Antonio Di Benedetto

Il Caseificio La Reale produce i propri latticini da latte proveniente dall'annesso allevamento, Infatti l'azienda agricola si occupa di tutta la filiera produttiva, dall'allevamento delle bufale alla vendita dei latticini al cliente finale.

Le bufale sono allevate a norma di legge, e grazie alle moderne tecnologie, volte ad assicurare igiene e lavorazione secondo le nuove normative, il latte di bufala arriva ogni giorno dall'allevamento in loco, dove vengono eseguiti tutti i controlli necessari.