Giustizia

Giustizia

Tutte le persone sono uguali davanti alla legge, tutti hanno diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale, l’associazione ricorrerà ad Esperti del settore per intervenire, nei limiti del possibile, nei casi a conoscenza i cui diritti e le cui libertà garantiti dal diritto dell'Unione Europea siano stati violati. L'Associazione a tal fine coinvolgerà avvocati convenzionati per ridurre al massimo i costi legali. Ogni persona ha diritto alla difesa e in tal senso l'Associazione si propone tra i suoi obbiettivi quello di realizzare, a fronte delle violazioni di diritti fondamentali, l'azione di informazione e iniziative finalizzate ad accrescere il livello di conoscenza sul fronte dei diritti e della tutela.

RESPONSABILITÀ SOCIALE D’IMPRESA

Investire sulla persona del lavoratore non vuol dire semplicemente rispettare la normativa sulla salute e la sicurezza, sui permessi, gli straordinari, la formazione, la maternità, il congedo parentale. Questi sono diritti minimi, entro i confini di un modello di rapporto di impiego quanto mai classico. Piuttosto è importante rilanciare l’idea di fabbrica come bene comune, che si fa carico di alcune esigenze dei lavoratori afferenti non direttamente alla vita lavorativa, ma che con questa si intersecano.

La responsabilità sociale d’impresa (RSI) è lo strumento che la normativa europea ha elaborato per raggiungere l’obiettivo di un’organizzazione sostenibile nel solco di una visione di work – life balance. Nello specifico la RSI è riconducibile al fenomeno del c.d. “diritto esperienziale”, ossia “una tipologia di diritto del lavoro finalizzato alla ricerca di accettabili, ancorché provvisori, compromessi tra le esigenze dell’impresa (efficienza, produttività, competitività) e quelle di salvaguardia dei valori umani (dignità, sicurezza, libertà) di cui è portatore il fattore lavoro”. ( ) Spesse volte le imprese, soprattutto quando sono piccole, o addirittura microimprese, pur riuscendo a flessibilizzare entro margini ragionevoli l’organizzazione del lavoro, non hanno sufficienti risorse finanziarie per realizzare programmi di welfare aziendale.

Soccorre in questi casi il contratto di rete che permette di unire le ricchezze a disposizione di ciascuna impresa, che cumulativamente risultano sufficienti per promuovere iniziative di work-life balance.
All’art.3 co.4-ter, l.n.33/2009, col contratto di rete, più imprenditori perseguono lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato e a tal fine si obbligano, sulla base di un programma comune di rete, a collaborare in forme e ambiti predeterminati attinenti all’esercizio delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica, ovvero ancora ad esercitare in comune una o più attività rientranti nell’oggetto della propria impresa.

L’attività di impresa esercitata dalla rete dà vita a un’ipotesi di “impresa collettiva non societaria”, cioè esercitata da un ente collettivo diverso dalla società. Altra caratteristica del contratto di rete, che lo rende uno strumento molto utile ai fini della nostra ricerca, è la sua natura di contratto aperto, al quale possono aderire altri imprenditori secondo le modalità stabilite nel contratto medesimo. Portiamo un esempio concreto per vederne l’utilizzo nella realtà quotidiana delle imprese. GIUNCA (Gruppo Imprese Unite nel Collaborare Attivamente) è il primo caso italiano di contratto di rete a scopo mutualistico, nato per di realizzare azioni di welfare a favore dei 1.600 dipendenti delle imprese che aderiscono alla sperimentazione.

Il progetto nasce nel 2012, coinvolgendo alcune aziende operanti nella zona di Varese e dintorni, in collaborazione con Unione degli Industriali della medesima Provincia. Scopo dell’iniziativa è svolgere attività di progettazione, analisi, studio, ricerca inerenti allo sviluppo di comportamenti aziendali/interaziendali socialmente responsabili in materia di welfare e formazione quali fattori che contribuiscono all’innalzamento delle capacità competitive, innovative e di qualità delle attività produttive.

Gli ambiti di intervento toccati dal progetto sono: a) lavoro (formazione continua; agevolazioni per una mobilità territoriale sostenibile); b)risparmio (pacchetti di servizi assicurativi; contributi ad alcuni tipi di spesa; forme di finanziamento agevolato per l’apertura di conti correnti e la concessione di mutui o prestiti); c) tempo (conciliazione vita privata-lavoro; convenzioni per la cura di familiari malati e genitori anziani; convenzioni e aiuti per la crescita, educazione, benessere e salute dei figli).

La rete, al fine di realizzare concretamente azioni in questi campi, ha avviato il progetto “GiuncaNet Worklife Balance” in collaborazione con l’Unione degli Industriali della Provincia di Varese e il Comune di Tradate, per aiutare i dipendenti nei loro impegni di cura familiare e per incentivare il loro benessere.
Le proposte che fanno parte dell’iniziativa riguardano:

  • Creazione di una piattaforma delle convenzioni, contenete tutti gli operatori che offrono servizi alla persona, ricreativi, culturali e di assistenza sanitaria a prezzi competitivi con la formula cash back/raccolta di punti, sostegno in alcune tipologie di acquisti (come i testi scolastici);
  • Organizzazione di attività di educazione alla salute;
  • Finanziamento di una borsa di studio per un dipendente e/o familiare di una delle imprese coinvolte, al fine di contribuire ad una ricerca sulla mobilità sostenibile da sviluppare in collaborazione con le Università del territorio.

Moltissime sono state le convenzioni stipulate con esercizi commerciali presenti sul territorio per mettere a disposizione dei lavoratori: un servizio mensa; assistenza auto e soccorso stradale; agevolazioni per l’acquisto di libri scolastici; teleassistenza 24/24 h all’interno delle abitazioni private per una migliore autonomia dell’anziano; convenzioni con palestre locali; sconti su pacchetti viaggio.
La rete Giunca ha poi stipulato una convenzione con Unipol Banca, che permette ai dipendenti delle imprese aderenti di accedere a prestiti personali per un ammontare di 3 milioni di euro (l’importo massimo del prestito è di 5 mila €, con un rientro in 36 mesi, e un tasso di interesse calcolato sull’Euribor a 6 mesi, più uno spread del 6%), conti correnti con condizioni agevolate e una carta conto ricaricabile.

Roberta E. R. Baccolini (Studio Legale Parenti)