Diritti

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I PENSIONATI POTRANNO RICHIEDERE ALL’INPS LA RICOSTITUZIONE DELLA PENSIONE E IL RIMBORSO DEGLI ARRETRATI DELLA PEREQUAZIONE AUTOMATICA NON PIÙ RICONOSCIUTA PER EFFETTO DELLA LEGGE FORNERO.

Le pensioni

in relazione all’illegittimo blocco per gli anni 2012 e 2013 dell'adeguamento delle pensioni al costo della vita sui trattamenti superiori a 1405 euro lordi mensili con la manovra Monti-Fornero, molti pensionati toccati dal problema, hanno deciso di ricorrere attraverso un avvocato di fiducia.

Per meglio far conoscere le modalità e la strada più idonea e quali i passi da compiere per ottenere il giusto risarcimento, abbiamo chiesto chiarimenti ad uno dei consulenti di fiducia dell’Associazione Sviluppo Europeo, l’avvocato Giulio Murano che, ricordiamo, come tutti i consulenti che si sono resi disponibili a collaborare con l’ASE, rimarrà disponibile a rispondere ad ogni tipo di quesito sull’argomento.

Quanto costa fare ricorso, cosa fare esattamente e in che consiste il ricorso.

Nel caso dell’avvocato Giulio Murano, il costo concordato per spese di gestione, per ciascuna pratica, è pari a 50,00 euro, non chiedendo altri costi ai ricorrenti e, nelle fasi successive, a seconda del numero degli aderenti alla vertenza, sarà concordato l'onorario da riconoscere, sulla base di tariffe, l’avvocato Murano risulterà certamente in convenzione, onorario da riconoscere soltanto se al buon fine della riliquidazione della pensione, che sarà disposta dall' INPS, a seguito di ricorso amministrativo o giudiziario.

La sentenza della corte costituzionale n. 70 del 2015 ha giudicato incostituzionale il blocco della rivalutazione delle pensioni, per gli anni 2012 e 2013, prevista dalla L. 448/98 e di cui alla legge Fornero, -mancato adeguamento rispetto all'inflazione per le pensioni superiori a tre volte il minimo- conseguentemente abrogata per lesione degli artt. 36 e 38 della costituzione sui profili di proporzionalità e adeguatezza dei trattamenti pensionistici soprattutto per le pensioni di importo superiore a tre volte il trattamento minimo INPS.

l'abrogazione della legge Fornero consente ai pensionati di esigere il credito spettante dalla rivalutazione bloccata ingiustamente per i due anni ed esigere , vita natural durante, il ricalcolo / rivalutazione della pensione secondo il criterio di perequazione previsto dalla L. 388/2000.

Il governo con il D.L. n. 65 / 2015 è intervenuto limitando il diritto alla rivalutazione delle pensioni, in particolare prevedendo che, per le pensioni superiori ad € 2.810,00 lordi, non sussista alcun adeguamento.

La pretesa del Governo è infondata sul piano giuridico in quanto non è consentito che un decreto legge, ovvero la legge di conversione, possa oggi incidere su un diritto retroattivamente riconosciuto ed entrato nel patrimonio dei pensionati.

Pertanto per avviare l'iter amministrativo per ottenere il ricalcolo della pensione, oltre che la rivalutazione monetaria e gli interessi di legge, il pensionato deve inviare, alla sede inps territorialmente competente, una raccomandata con ricevuta di ritorno, piuttosto che trasmettere la stessa istanza per via telematica risultando quest’ultima modalità farraginosa e fonte di errori.

La classica raccomandata con ricevuta di ritorno consente di avere la certezza giuridica e materiale di trasmissione della volontà di rivendicare il recupero della perequazione riconosciuta dalla corte costituzionale.

Ciascun ricorrente dovrà poi inviare all' avvocato prescelto, copia della raccomandata con avviso e cartolina di ricevuta , unitamente a copia dell' ultimo cedolino di pensione, lo studio legale scelto, sulla base di una procura speciale, curerà la formazione del fascicolo individuale di ciascun ricorrente al fine di predisporre il seguito amministrativo laddove l' INPS decida di rispondere o meno all' istanza di cui trattasi.

Qualora si formi il silenzio- rifiuto da parte dell'INPS, decorsi inutilmente 120 giorni dalla domanda di cui sopra, nei successivi 90 giorni si ricorrerà, sempre in sede amministrativa, previa compilazione del conteggio della rivalutazione spettante, a mezzo di ricorso la cui predisposizione ed inoltro telematico sarà direttamente curato dallo studio legale di fiducia, purché sia intermediario abilitato presso tutte le sedi INPS.

Nel caso in cui anche il ricorso amministrativo fosse respinto, nei successivi 90 giorni, sarà proposto ricorso giudiziario, presso le sedi dei diversi tribunali del lavoro, sempre a cura dello studio legale scelto, che valuterà l'opportunità di aggregare i ricorsi ovvero di mantenerli autonomi ed individuali.

Ringraziamo di cuore gli Avvocati Giulio Murano e Valentina Murano per le spiegazioni forniteci.