Ambiente

Europa 2020: i cambiamenti climatici e l'energia

A partire dal 2010, i 28 paesi membri dell’Unione Europea si propongono un obiettivo importante: diventare un’economia sostenibile e smart entro il 2020.

La strategia condivisa dell’UE mira ad aiutare i singoli Stati a conseguire livelli dignitosi di occupazione, produttività e coesione sociale.

In termini di cambiamenti climatici ed energia, Europa 2020 ambisce alla riduzione di gas serra di una percentuale pari o superiore al 20% rispetto al 1990: l’impegno è realizzabile soddisfacendo il 20% del fabbisogno energetico con fonti rinnovabili, e aumentando almeno di questa percentuale l’efficienza energetica degli edifici di tutti i settori. La riduzione della dipendenza energetica e la spesa per le importazioni di energia avrà anche un effetto positivo sul saldo del conto corrente; nel 2011 le importazioni nette di combustibili verso l'UE è stata pari a 388 miliardi di euro, più del 3% del PIL dell'Unione Europea.

Sostenendo anche la ricerca nei settori green, e lo sviluppo nella commercializzazione di tecnologie innovative, gli Stati membri potranno aumentare la loro competitività e creare posti di lavoro.

Secondo il piano occupazionale del 2012, l'attuazione delle singole misure di efficienza energetica potrebbe portare a 2 milioni di posti di lavoro creati o mantenuti.

Gli indicatori del grafico sottostante, mostrano i risultati raggiunti nel 2011 dai Paesi Membri in relazione agli obiettivi sostenibili concordati per Europa 2020.

Fonte: Eurostat May 2013 and Directive 2009/28/EC for targets

Alcuni Stati presentavano già delle condizioni mature per rispettare la direttiva UE, tuttavia, considerando l'impatto della politica attuale e la crisi economica, le prospettive per il 2020 non sono del tutto ottimistiche.

Nella maggior parte degli Stati membri, il settore dei trasporti rappresenta la quota maggiore di emissioni di gas serra, e subito dopo viene il settore dell’edilizia: dall’estrazione dei materiali fino al mantenimento della costruzione stessa.

Ma cosa possiamo fare noi cittadini UE? Questi grandi cambiamenti partono dal basso.

La sensibilizzazione all’ambiente ed un rinnovato senso di appartenenza alla comunità sarebbero di grande aiuto. Dovremmo partecipare alle strategie comunitarie a noi indirizzate ed agire in modo da lasciare un ambiente migliore alle generazioni future.

Valeria Castiello